Italia, il ritorno al nucleare

 

Recente è la notizia dell’accordo tra Italia e Francia per la creazione e lo sviluppo congiunto di centrali nucleari di nuova generazione nel nostro paese.

Personalmente penso che questa sia per l’Italia una delle poche vie per uscire dalla dipendenza energetica nei confronti degli altri paesi e abbassare i costi delle forniture (ma sarà vero?). Le alternative disponibili saranno le fonti rinnovabili, su cui occorrerà costruire il nostro futuro, ma che da sole non basteranno.

Dopo il disastro di Chernobyl del lontano 1986, il vero problema del nucleare di oggi non è tanto la sicurezza delle centrali (che a mio avviso è sempre un fattore critico, basta osservare le innumerevoli casistiche degli incidenti nucleari più o meno gravi, dei quali se ne parla veramente poco…da rabbrividire!), ma la questione delle scorie radioattive. Pensate un po’ a come smaltire i residui radioattivi in Italia, magari allo stesso modo di come è avvenuto per lo “scandalo dei rifiuti” in Campania…

chissà….forse un giorno ci ritroveremo sotto casa un “bel barile di scorie radioattive” senza saperlo!

 

 

Banche, i stipendi dei manager e la crisi..

 

banca(fonte: www.euroadvising.com)

L’Italia sta diventando odiosa!

Proprio l’altro giorno mi sono recato in diverse banche, per ottenere informazioni riguardo ad un determinato finanziamento per l’avvio di una attività commerciale.

Bè….Voi non ci crederete, ma alcune di queste hanno cominciato ad alzare i tassi di interesse sui finanziamenti con la scontata “giustificazione” che la situazione congiunturale è veramente difficile. Concordo sul fatto che la crisi ci sarà da qualche parte, ma questo “strozzinaggio” è veramente vergognoso. Ma come……Anzichè abbassare i tassi di interesse per incentivare gli investimenti, li aumentano?

Come già sappiamo, tutto è partito dalla crisi finanziaria Usa che le banche stesse hanno contribuito a creare. A mio avviso, la vera causa di questa crisi non è stata tanto la selvaggia “speculazione finanziaria”, senza regole, quanto più lo smisurato e incontrollato indebitamento della spesa pubblica americana, accumulatosi per fronte alle varie guerre dal 2001 ad oggi. Tale debito è stato “spalmato” sulla gente comune,  con le truffe che già conosciamo, e indirettamente ne paghiamo le conseguenze anche in Europa.

Certo è che le banche hanno già trovato il modo di riparare i danni arrecati a se stesse, ma non all’economia mondiale:

Farsi aiutare con le “nazionalizzazioni”, poi si vedrà….

A causa della criticità della situazione, all’estero alcune “nazionalizzazioni” sono  già avvenute in alcuni paesi, mentre qui si attende non si sa che cosa. A questo punto se in Italia le banche verranno aiutate dallo stato, l’idea originaria secondo cui ci stanno rifilando il solito “specchietto per le allodole” sarà evidente: niente di più semplice che giustificarsi con l’opinione pubblica insistendo che c’è una crisi “gravissima” in corso (tra l’altro da loro stessi provocata!) per ottenere incentivi o  aiuti dal governo. Se le banche fossero realmente in difficoltà, perchè allora non abbassare i stipendi dei manager, come annunciato da Obama per esempio?

In sintesi ci fregheranno due volte, nel primo caso per gli aiuti dallo stato, e lo stato siamo noi, nel secondo caso scaricheranno l’effetto “reale” sui tassi di interesse dei finanziamenti (non sto parlando di mutui!)  di cui vi parlavo.

A questo punto penso non ci sia niente da dire………….o forse sì!

Microsoft aprirà negozi monomarca

 

Interessante direi!

Di recente è la notizia che Microsoft aprirà negozi monomarca, alla stessa stregua di come si comporta Apple. E’ evidente che tale modo di vendere ha incrementato le vendite dei prodotti Apple, poichè rafforza il brand e l’attaccamento al marchio da parte del consumatore. In questo modo il marchio si distingue dagli altri.

Vi ricordate che anche la defunta, insuperabile Commodore lo faceva al tempo (tra l’altro il marchio è già tornato  in vita da un bel pezzo e produce prodotti altamente tecnologici come lettori mp3  e netbook!)…per chi non lo sapesse!

Insomma…sarà una bella battaglia, anche se vi confesso che non mi dispiace vedere  il logo  Microsoft scritto in grande su di un negozio, con tutto l’odio che ho nutrito (giustamente!) verso questa azienda da buon vecchio Amighista

Staremo a vedere!

Economia Usa, interventi sulle banche e protezionismo

 

Vista la preoccupante situazione dell’economia mondiale,  il grande Presidente Obama ha cominciato a darsi da fare per quanto riguarda l’economia Usa. 

Uno dei primi provvedimenti riguarderà appunto il taglio degli “elevati” compensi dei dirigenti bancari, con l’imposizione di un taglio massimo oltre il quale non sarà possibile andare. 

Magari qui da noi una cosa del genere!   E non solo per le banche…

In secondo luogo, l’adozione di misure protezionistiche, per quanto riguarda i settori pesanti dell’acciaio e del ferro, provocherà non poche critiche da parte dell’Europa, che come al solito “rimane  spesso a guardare” su queste cose. 

Speriamo che l’Europa si svegli e cominci ad essere più compatta sia economicamente che politicamente..

Recessione, è crisi per il settore auto

 

Sembra che ormai si stia entrando nel vivo della recessione economica, in particolare per il settore auto. Toyota e Ford sono messe piuttosto male, mentre i dati della economia Usa  sono tutt’altro che incoraggianti.

Come tutti sappiamo il settore auto è molto importante per il Pil (Prodotto Interno Lordo) di un paese,  poichè trascina con sè un “indotto” notevole. Se nè deduce che da esso dipende una ingente quantità di posti di lavoro. E sappiamo anche che in un periodo di crisi si debbano incentivare i consumi di “beni durevoli”, nel caso specifico di automobili. Questo è quello che farà il nostro governo, che darà agevolazioni economiche per l’acquisto di auto eco-ambientali ecc.. (di cui parleremo!).

Ma dico io…..Ammesso che ciò sia utile per mantenere in vita tantissimi posti di lavoro, Perchè devono sempre chiedere a noi di spendere soldi?

E poi….In Italia intanto la Fiat che cosa fà? Acquista parte di Chrysler e ha intenzione di mandare i lavoratori in cassa integrazione, ovviamente pagati da noi!

Vi sembra giusto?   Nel nostro paese non fanno altro che rifilarci spesso “specchietti per le allodole”…

La vicenda Alitalia è finalmente chiusa?

 

La vicenda Alitalia sembra ormai chiudersi con la nuova “partnership” di Air-France, anche se l’alleanza con Lufthansa non sarebbe stata poi così male.

La cosa certa è che, a parte gli schieramenti politici,  indebitata com’era, la compagnia nostrana non sarebbe mai stata acquistata da nessuno in simili condizioni.  E allora la soluzione “giusta” è stata quella di “scaricare”  il relativo indebitamento sul popolo italiano, come sempre del resto. Grazie ancora e ve nè siamo molto grati!

L’alleanza con Air France creerà non pochi problemi per l’aeroporto di Malpensa ed è giusto che sia così. Non si può sempre e soltanto favorire il Nord, visto che l’Italia è fatta anche dal Centro e dal Sud.

Speriamo che ora vada tutto per il meglio e senza intoppi…

 

La crisi economica colpirà Facebook?

 

I tempi duri non sono finiti..

Sembra proprio che la recessione colpirà in parte anche il Web Advertising”,  in primis i “social network”. Penso sia ancora un po’ presto per parlare di crisi di Facebook e compagnia bella, certo è che i dati relativi agli Stati Uniti, pubblicati di recente da una delle società più attente a rilevare le dinamiche in atto nel cyberspazio, e cioè eMarketer, non sono incoraggianti.

Siamo allora alla fine del fenomeno Web 2.0?

Io direi di no!

Facebook  con oltre i suoi 120 milioni di utenti nel mondo e 60 miliardi di pagine visitate al mese è l’emblema di una nuova  era del Web Advertising. Tuttavia regna l’incertezza riguardo all’efficacia pubblicitaria di questo social e simili, alla loro capacità di creare e quantificare un ROI ben definito. Forse andrebbero perfezionati in questo senso!

Il futuro delle PR (Public Relations) nel Web è ancora un po’ in alto mare….